ACONCAGUA 2005 ...
un' Avventura con Pietro & Francesco
<Ritorna a sito di Pietro>
Part I ... inizio
dell'avventura
Part II ...
ai piedi della "Sentinella"
Part III ...
mano-a-mano con l'Aconcagua
Part I
Venerdi,
11 Novembre 2005
La partenza da Milano e' stata puntuale con uno stupendo tramonto. La prima
notte a Roma e' stata abbastanza tranquilla, con ottima cena. Il volo per Buenos
Aires e' stato lungo e piacevole perche` abbiamo conosciuto diversi personaggi
... biologi, dottori, beauti farm estetiste e agriturta.
Arrivati e pernottamento in centro citta`, piazza Republica e
omonimo hotel.
Domani partenza per El Calafate ( ore 8.
Temperatura a B.Aires 27¨gradi . . . facevamo un po' impressione con
scarponi e giacche pesanti.
Albergo 4 stelle = 4 scarponi.
Ci sentiamo piu' in la`, un saluto a tutti i nostri sostenitori /
tifosi.
Ciao Francesco y Pietro,
Hola
12 Nov
Il capo spedizione (il sottoscritto),
ha avuto un crampo nella notte al muscolo della gamba sinistra, forse perche' e'
da giorni che non corro; ma gia` questa mattina va meglio. Francesco e' in
ottima forma. Sveglia alle ore cinque e colazione in aereoporto. Bagagli
imbarcati e sempre sotto controllo, per ora sono il problema principale.
Il sole sorge meraviglioso
nella baia di Buenos Aires alle ore 5:30.
Un beso y un abrazo a todos
los amigos.
Francesco y Pietro
13 Nov
Sveglia ore 5.
Francesco ha fatto il primo bucato, tra breve profumeremo di lama.
Il decollo
e raggiungimento quota di crocera e' stato molto lento, la Pampas e' bella da
vedersi. Nelle vicinanze di B. Aires, prati , piccole macchie boschive e decine
di laghi e laghetti, poi su` nelle nuvole...al El Calafate che ci attende.
Finalmente una
temperatura di 5 gradi, consona al nostro abbigliamento. Le nuvole si diradano,
direzione sud, stiamo scendendo lungo la costa dell' Atlantico, golfi e penisole
favolose. Prima di Atterrare vediamo il Cerro Torre e il Fitz Roy
(foto
internet) , Bene!!!
Possiamo tornare indietro. :))
La giornata e'
stupenda. Discutiamo il programma: risultato .. auto a noleggio e villetta per
sei giorni. Internet, supermarket e via per il perrito Moreno, 40 km di strada
filante e 30 di sterrato, le riprese e le fotografie si sprecano, visioni
mozzafiato. INCANTATI.
Passiamo il
pomeriggio sentendo crepacci rompersi e vedendo blocchi di ghiaccio cadere nel
lago Argentino, diversi uccelli si alternano davanti ai nostri occhi, lepri a
iosa.
Restiamo fino al tramonto, ore 21 e poi via, ritorno al El Calafate che ci
attende per cena. Francesco ancora una bella bistecca, mentre io . . . no
comment. Abbiamo recuperato un giorno,siamo un po` stanchi... il muscolo
del mio polpaccio va` meglio.
Ore 24 , notte Francesco!!
una nuova alba ci attende.
3 Nov
(continuato)
Ciao Claudio e
Patrizia.
Todos Bien
Un abbrazo Claro!!!
14 Nov
Durante la
notte il polpaccio non ha fatto tribulare, e' sera e va` meglio.
Sveglia ore 6.
Dopo una colazione da signori, latte biscotti (tentativo di gocciole ma rotondi
e durissimi) e marmellata di mirtilli partiamo per Puerto "Punta Banderas",
imbarcati, una marea di gente, tre barche, in totale quasi 500 persone.
Direzione Brazo Spegazzini e ghiacciaio omonimo percorrendo l'ultima parte del
lago Argentino (130 km.~) icebergs e ghiacciai notevoli, puntiamo poi al
ghiacciaio Uplsala nel braccio di lago omonimo, i colori degli icebergs hanno
tonalita' di azzurri e blu incredibili, il segno della morena e' notevolmente in
alto molto su`, sopra le nostre teste. Il ghiacciaio si e' ritirato di 10 km in
50 anni, lasciando posto al lago.. Dopo cinque ore e mezzo approdiamo
a Onelli, dove
visitiamo il parco omonimo, famoso per il lago glaciale, pieno di piccoli
icebergs e molto freddo; Francesco ed io ne proviamo la temperatura
entrando fino alle cosce, una piacevole riattivazione della circolazione. Al
rientro, prima di salire a bordo del nostro battello, un condor si fa` vivo,
alto e maestoso nel cielo, Francesco riprende il tutto.
Rientriamo alle
19 di sera mezzi esauriti e consumati dal vento, in una giornata ancora di sole.
Passiamo in villa, gia' le 21:30 mentre il sole abbandona l'orizzonte con colori
magici....la patagonia.
Ceniamo ormai
ad orari da balordi, Francesco mi continua a ripetere "...non ho mai mangiato
una carne cosi in vita mia, non sai cosa ti perdi". Io intanto mi mangio ravioli
alla ricotta e 4 formaggi, anche per me sono una favola, di questo passo mi
sveno. Francesco non ne vuole parlare di cucinare. Pace ...verra' il tempo dei
brodini.
Domani verso le
montagne sogno dei grandi climbing.
14
Nov
(Continuato)
Partiamo per il Cerro Torre
e Fitz Roy.
Hey
Claudio come va` con il diario
"online".... non lavorare troppo, ma pensami!
Ciao Carmen, i
bambini tutto bene vedo. Telefonero` verso il 18-19-20 prima di andare a Buenos
Aires, orari permettendo, magari il 20 al mattino ore 9:00 qui e 13:00 li.
Bacioni Papi ;-)
Sono gia' mezzo ustionato
dal sole di ieri. Oggi crema.
Tutto procede bene, fra
matti ci s'intende.
Bye
14
Nov
(Continuato)
Oggi ci siamo degnati di dormire fino alle ore 8, poi
preparativi per trasferirci a "El Chaltlen", cambio
euro in banca, che fila di gente. Poi acquisto di
francobolli per 900 pesos, la ragazza era "con la testa tra
le nuvole" e noi di piu', per fortuna ho cominciato ad
incollare i bolli appena partiti in auto, e cosi mi sono
accorto che erano da due pesos contro i 4 richiesti, ce ne
aveva dato solo per 450 pesos (1€ = 3,4 $).
Acquisto di un fornellino, spesa
alimentare e conferma volo per B. Aires e via veloce sulla
strada del Cerro Torre... per mille pifferi, la strada
nazionale non e' asfaltata per ben 120 km. Ma state
tranquilli, cosi' al vostro arrivo sara MEHOR, vorrei
trattenermi dal lamentarmi con Francesco per la sua guida,
ma non riesco ed intanto scorrono i km nella incantata
Patagonia. Un grande fiume scorre in una sorta di Canion, il
pranzo a base di pane molliccio e affettati viene consumato
in riva di un suo afluente. Cosi' dal lago Argentino ci
troviamo al lago Viedma, spettacolare con il ghiacciaio
homónimo che vi si getta. Gia' da lontano 40 km delle vette
nelle nuvole, pensiamo di vedere il Fitz Roy ed il Cerro
Torre ... sono loro,
spettacolari e maestosi si scoprono lentamente
facendoci sognare, fotografie a iosa ... A casa non
riuscirei! E' un vizio, si e' fatto nuovamente tardi
(0:30) penso a voi tutti
a casa, dalla play station e i panni da stirare,
a chi lavora
e mi passa per la testa anche la ghisa ..cosa centra
..
devo ammettere che ho voglia... e mi manca un sacco
la corsa serale,
domani cominciamo a camminare, altrimenti magna
magna, torno che peso 100 kg.
Ciao la luna si fa piena.
15 Nov
Non mi resta che pìangere, Francesco sta mai fermo "el dorma
gnach",
mi chiama dicendo : "il te e' pronto".
Chiedo che ora e', Lui ha gia' fotografato le maestose cime
con il sole che le illumina, mancano cinque minuti alle
6:00.
Gulp ho dormito solo 5 ore, di questo
passo altro che relax, dormicchio ancora un po' ma e'
inutile. 7:10 e si comincia a camminare finalmente dopo
giorni di ozio. La giornata e' bella ma cambiera', e' la
Patagonia, come sempre descritta. Oggi prendiamo sole, neve,
acqua e ancora sole al rientro, abbiamo calpestato neve per
avvicinarci alla vetta del Fitz Roy. Altro rullino, ma ne e'
valsa la pena durante le 11 ore di cammino, finalmente
Francesco e' un po' cotto, ma parla ancora...il mio muscolo
forse aveva bisogno di muoversi.
Il vento e' esagerato anche qui in paese,
Francesco da seduto e' stato ribaltato, risata e niente
danno. Dei puma neanche l'ombra, in compenso lepri in
quantita' exagérate.
Ciao P&F
16 Nov
Sveglia ore 9:00, cullati dal canto del vento patagonico che
non cessa mai.
Scrivi! dice Francesco : oggi sono
incavolato con te perche` - mi hai fatto portare 7,5 kg di
zaino in piu` - per 11 ore.
I faggi betullati antartici della zona
sono bellissimi e di tutte le altezze, fino a piu` di 15 m.
A secondo di dove sono locati, vivono al massimo 200 anni.
Fiori non molti ma stupendi, tutto fiorisce. Visita al lago
del deserto dove mista ad acqua ci fa` compagnia la neve; 40
km per arrivarci con scorci panoramici degni di innumerevoli
riprese. Al ritorno sosta alla cascata Charrillo del Salto
(foto internet). Questa sera a letto presto
perche` domani Francesco mi vuole in cammino all'alba;
destinazione vista "Cerro Torre", da una cima vicina e forse
passo del Vento che da` sullo Hielo continental.
Ciao
17 Nov
Giornata da starsene a letto ma niente da fare, il puledro e` sempre
scalpitante. Unico bonus l'orario in quanto Franceso ha assorbito il vinello
bianco bevuto ieri sera a cena da Estepa; cosi ora sono gia` le 7:48 quando
i passi cominciano a calpestare un nuevo sentiero, quello che conduce al
passo del vento e alla cima Loma del Pliegue
Tumbado m.1490 e 4:10 ore ed eccoci in vetta, si vede tutto meno che il
Cerro Torre, che ormai da giorni e` avvolto nelle nuvole; in compenso la
laguna Torre da quassu` e` stupenda, come la laguna Viedma e tutto intorno.
Restiamo sulla cima
per 30 minuti mentre imperversa una bufera di neve con vento che spira
atronó agli 80 km. orari, l`aria e` gelida. La discesa e` piacevole su neve
e su un morbidissimo ghiaione letto di pietre che emerge dopo la scomparsa
del ghiacciaio.
Francesco oggi e` di spirito botanico, Tutti i fiori e fili d`erba sono
motivo di represa cinematografica. Il rientro e` di quelli del tipo se va
avanti cosi ci bagnamo , si piove bene.
Domani rientro a El
Calafate. Peccato, i posti sono da sogno e piu' di una sono le soste a
contemplare il panorama e l`ascolto del vento.
Un pensiero per
tutti, vi vorrei qui ad ammirare questa natura. . . del puma nessun
segnale.
Ciao
P&F
18 Nov
Questa mattina
nevica e la neve si e' abbassata fino a 800 m.
A dopo...
18 Nov
(continuato)
Questa mattina sveglia tranquilla, ci credo fuori nevica! Il paese e' ha
soli 450 m sul livello del mare, ma il vento dello helo continental si fa`
sentire. Viaggio "teoricamente" tranquillo con decine di soste per il mio
bimbo Francesco, ogni cosa va ripresa, condor compresi... benche' se lontani
almeno 10 km.
Inseguimento di un Alpaca
(guarda
che carini... smack) vedremo le riprese . . . forse....
Desideravo fare una foto ricordo sotto due belle pietre ma ...appena aperta
la portiera Francesco e' schizzato sul monte per impossessarsi di una posa
plastica e cosi sara' lui la in alto.
Nella discesa ... grido Francescooooo vai pianoooo, ma lui ...Pim Pum Pam,
ed e' in terra. "Fatto niente?" lui "niente", "OK" faccio io. Poi, si
gira verso l'auto,, "fammi vedere" dico io, pantaloni sbragati e coscia
compresa, la maglia era piu` resistente, ma ha un gomito leso, mani CLARO,
con cosa si frena ... un poco rovinate. Alla Cabanna si fa` una bella doccia
e poi mi mostra un bel gonfiore alla caviglia. Dico io, ti pensero' la` in
cima alla Vetta .. ma lui replica "non mi ferma nessuno" .... e' troppo
forte.
Ragazzi i soldi vanno che e' un
piacere e Francesco continua a dire "non costa niente, non costa niente",
sono rovinato :)
A domani un salutone agli sci alpinisti che faranno il prossimo corso in
Patagonia e anche a tutti los otros.
Un Beso y un abrazo.
19 Nov
Ultimo giorno
a El Calafate, giornata a spasso per negozi.
Vivere si vive.
Camminare si cammina.
Mangiare si mangia.
Spendere si spende.
Siamo ormai a secco
di pesos. E un pochito gordi.
Le ultime cose organizzative sono state fatte.
La guida, sentita per telefono ci attende a Mendoza, il taxi che ci porta in
aereoporto domani 20 e' prenotato, un bel riposino nel pomeriggio, film in
inglese con sottotitoli in spagnolo...se abla; e poi via per una cena ancora
dal mitico Casimiro a base di bisteccona
per Francesco e ravioloni para mi.
Un saluto a questa magica Patagonia.
Da domani si comincia a fare sul serio, infatti gia' il trasferimento e' un
bell'impegno fisico da sopportare: 5500 km di volo.
Mendoza e l'Aconcagua ci attendono.
Ola a todos los amigos.
Un Beso
20 Nov
Il viaggio e' andato bene, siamo partiti da 3 gradi Celsius a El
Calafate,
passando ai 28 di Buenos Aires e finendo ai 32 di Mendoza.
L'albergo Venus, che ci ospita, e' carino e al Campo Base abbiamo
chiuso con le pratiche "denaro". Domani Permesso del Parco; forse non ci
sentiremo per diversi giorni in quanto al campo base ha fatto molto freddo
ed i sistemi informatici non sono ancora stati attivati.
Buona suerte e in culo alla balena.
Un saluto a tutti Luca Matteo Carmen Marco Narcisa Diego y Maria.
Alla prossima. Baci
|
Part II
Lunedi, 21 Novembre
Abbiamo dormito con il caldo estivo, sudando e subendo il morso
delle zanzare nell'hotel Venus, comunque carino. La colazione abbondante
e quindi con molta lentezza abbiamo fatto i permessi di entrata al parco.
Depositiamo quei bagagli che non servono all'ostello di Campo Base in
Mendoza e poi via , alle 12:30 si parte, destinazione Penitentes,
stazione sciistica e inizio del nostro viaggio. Si dorme ancora in una
casa a m. 2670.
Io e Francesco facciamo due passi e in 1h 15' ci troviamo su di una
quota a m. 3200, il panorama e' eccellente. Si separano i materiali,
quelli che ci seguiranno ai campi intermedi e quelli tecnici per il
campo base a Plaza de Mulas m.4300.
Domani entrano in gioco i muli e inizia l'avvicinamento.
Il piede di Francesco va migliorando. L'affiatamento nel gruppo e' buono,
2 Messicani "Carlitos y Ruben", 2 Spagnoli "Marcos Y DAvid", 2 Belgi "Olivere
y Sabine", il Norvegese Tomy e noi, poi domani si aggiunge il Canadese
"Marc", il piu giovane della compagnia con i suoi 26 anni.
Cena abbondante, pastina, bistecca, pure', cipolle e insalata poi torta
e tea; si avvia la fase di mantenimento dell'idratazione del corpo, cosa
molto importante.
Ora e' notte h.0:45
22 Nov
Sveglia ore 8:30, Francesco si e' gia' alzato e girovaga non so'
dove.
Io attendo le 9 per la colazione e poi si dovrebbe partire, appena
arriva Marc.
Si fa' tardi ma alle 12:30 compare anche lui e il gruppo e' completo e
variegato. I miei occhiali sono finiti chissa dove, Persi???
Francesco me ne da un paio, ma sono rigatissimi e perderei la vista in
poco tempo, Marcos lo spagnolo mi presta i suoi. Molte Grazie Marcos.
Partiamo con il pulmino e gli zaini leggeri da Penitentes e andiamo fino
all' entrata del parco dove ci vistano i permessi, sono le 14:00 quando
si comincia a camminare.
Il paesaggio non e' monotono grazie alla vista superba sulla parete Sud
dell' Aconcagua e le lingue di neve che scendono a valle.
Arrivati a Confluentia m.3395, dopo 4h., l'accoglienza e' ottima con una
bella merenda, buoni letti a castello con materassi, mal di montagna
presente per un turista, il dottore gli fa una iniezione, Francesco
chiede di farsi vedere il piede .. per il medico e' un bel problema, il
gonfiore potrebbe trasformarsi in edema locale con il salire in quota
dove la pressione cala. Cosi Francesco domani restera' al campo.
Breve salita con Oliver a m.3500 per fotografare il campo dall'alto.
Poi ore 21 , cena ... molti liquidi da bere (da 3 a 5 litri per giorno
vengono consigliati) Claro. Minestrina poi riso e dolce, quindi tea in
abbondanza, per ora sto' ancora bene. Incrociamo le dita.
Il tempo ... da soleggiato e caldo a ventoso con una bella nevicata,
solo pallini di ghiaccio.
23 Nov
Sveglia 8:30, il sole e' gia' alto, dopo una notte passata con la
paura di cadere dal letto a castello, movimenti lenti dentro al sacco.
Super colazione e alle 12:20 si parte per piazza Francia, i primi
Penitentes (conformazioni appuntite create dal vento che erode la neve
tutto attorno) si mostrano ai nostri occhi, belli anche se il cielo e'
coperto e nevica. Le raffiche di vento sono violente (90-100 km /h.) e
la neve punge, temperatura stimata dalla guida ~ -35 a m. 3950
valutazione veloce quando tutti siamo mnezzi congelati, si rientra a
Confluentia.
Francesco ci aspetta sopra ad una morena e filma il rientro.
Il tempo nel frattempo si e' ristabilizzato con sole ma il vento
persiste.
Oliver e' rientrato in anticipo causa diarrea fulminante, ora sta' gia'
meglio.
24 Nov
Giorno previsto di riposo, Marcos e altri vanno ad arrampicare,
io e David ci dirigiamo verso il C.ro Agua Amarillascima di m.4345 che
raggiungiamo dopo h.4:30. Lo spettacolo panoramico e' stupendo. Discesa
per ghiaioni morbidissimi, attraversamento di Penitentes e discesa su
neve, David si diverte un sacco e io tambien, rientro in due ore.
Francesco si riposa anche oggi, facendo due passi qua e la', mentre la
caviglia continua a migliorare. Ci apprestiamo alla cena delle 20,
domani si parte per Plaza de Mulas, colazione ore 8:00 e poi ....
25 Nov
Sempre tranquilli i movimenti, si parte alle 9:40 contro le ore
8:00 previste, dopo aver caricato i muli e aver fatto una bella
colazione (mangiare e bere e' il nostro lavoro), ognuno dei componenti
viene fornito del proprio pranzo, arriviamo a Plaza de Mulas alle 18:00
dopo un lungo cammino nella valle dell'Orcones, grandi distese di ghiaia
a plai grande, innumerevoli penitentes ed una salita ripida che ci porta
al campo.
Stiamo tutti bene, provo subito gli sci su un pendio adiacente le tende,
la neve sull' Aconcagua e' poca, vedremo. Il cielo la sera si tocca con
un dito, e' fantastico, dopo la cena a basde di tagliolini al pomodoro,
tutti a letto, al sole c'erano 17 gradi, ma appena il sole e' sparito
dietro le Ande siamo piombati sotto zero ed il ghiaccio compare veloce
sui rigagnoli di acqua che al mattino e' ghiaccio durissimo.
26 Nov
Giornata ancora stupenda, Francesco ed io facciamo una volata
all'albergo per telefonare, a casa tutto va bene, due parole con la
policía che lavora qui, uno di loro, il piu anciano e' salito per ben 16
volte in vetta all'Aconcagua. Io faro' una passeggiata verso il cerro
Horcones, altrimenti cosa faccio un giorno intero al campo!!!
Detto fatto e mi trovo con pelli e sci ai piedi per un meraviglioso
itinerario che si va scoprendo piacevole, ci sono 3 serraccate da
superare, ma man mano che salgo si vedono passaggi sicuri che affronto
comunque con occhio vigile. Vorrei arrivare in vetta con gli sci, ma il
tratto finale e' ghiacciato, cosi salgo a piedi. Sono in vetta al Cerro
Horcones dopo 5 ore. Contatto radio con Cristian la guida, "tutto OK ora
scendo". Mangio due biscottini e bevo per reidratarmi , guardando
l'Aconcagua da m. 5383 penso che sara' dura. Inicia la discesa che dura
50 minuti su pendii ripidi e dolci dove lascio le mie impronte,
Francesco che mi sta' seguendo dal campo riprende .... le mie traccie
che fanno pensare ad uno che scia bene .... Al campo Carlitos il
Mexicano e' emozionato e felice di avermi visto sciare. Si cena alle
21:30 pollo brodino dolce e poi a nanna, e' sempre dura entrare nel
sacco a pelo gelido, ma bastano pochi secondi e il tepore comincia a
coccolarmi.
27 Nov
Oggi tutti al lavoro, si va' al Cerro Bonete m. 5004. Io e
Francesco con gli sci, il percorso non e' regolare, ci sono molti
penitentes e due tratti sono da fare con gli sci a spalla, Francesco e'
un poco affaticato, ma i m.5004 del C.ro sono raggiunti da tutti.
Cristian e' stupito nel vederci sciare sul pendio di 45 gradi e fra i
penitentes che umidi per il caldo odierno si rompono sotto gli sci,
divertente e faticoso, tanto che Francesco dopo le curve fatica a
reggersi, ma e' forte ed anche lui trova soddisfazione. Domani e' meglio
che riposi ... se riesco.
28 Nov
Ore 7:45 la giornata si presenta stupenda, la prima cosa
prioritaria e' il bagno, appena il corpo esce dal sacco a pelo riceve
una bella botta, dalla temperatura corpórea a circa zero gradi della
tenda, poi fuori a -15, ma basta che il sole superi il profilo delle
vette che tutto diventa piu vivibile.
Non c'e' carta e tutti dormono, il campo e' ancora in fase di
allestimento e vedo del cartone, usero'quello. Cosi mentre i pensieri
corrono le mani ammorbidiscono il cartone.
Colazione abbondante, appena cammino la mia tosse clássica da
affaticamento si fa' sentire, salgo 50 m. Sopra il campo per fare una
foto mentre arrivano dei muli e Francesco torna dall'albergo, ha sentito
Maria, tutto OK. Mi raggiunge e con lui resto in contemplazione di tanta
belleza nei colori di questa montagne.
Pranzo ore 14:00 a base di una torta salata ricchissima, zucchine,
cetrioli, ceci, cipolle, aglio e formaggio che fila da tutte le parti,
segue dolce e tea in abbondanza.
Qualche domanda a Cristian sul programa di vetta mentre il tempo cambia
e qualche fiocco di neve volteggia nell'aria. La teoria e' bella e tutto
sembra facile, due portatori sono gia' in cammino con tende e gas (benzina)
domani chi vuole puo' dare una mano a portare alimentari in quota. Ora
mi rilasso encora cercando di essere al 100% anche se la meteo non e'
perfetta.
29 Nov
Che notte !!! raffiche di vento violente, a forza d'idratarmi mi
sono dovuto alzare quattro volte per evaquare, ad un certo punto, mi e'
rimasta la porta della tenda in mano, rimediato alla meno peggio
appoggiandola e chiudendola con la maniglia, poi di nuovo a dormire, si
fa' per dire. Quando e' arrivato il turno di Francesco, si
e' messo quasi ad urlare, ma con caparbieta' ha sistemato il tutto con
un lavoro notturno ben fatto, la fara' sistemare al fattotum con il
quale sta' parlando ora. Colazione senza esagerare, ora una passeggiata
all'albergo, il programma slitta di un giorno per cuasa di vento forte;
mentre nuvole e sole ci fanno compagina.
Al ritorno passo dal dottore, visita per capire se la tosse e' rischiosa;
polmoni OK pressione 60-120 ossigeno nel sangue 89 e la gola e' solo
irritata, consiglio un'aspirina tutte le sere per attenuare
l'irritazione.
Dopo un pisolino pomeridiano, altro giro all'albergo con Oliver e
Francesco per una cioccolata.
Fuori sempre vento nuvole e neve. Si discute del programa, Francesco
vorrebbe dormire in quota,
ian chiede come ci organizzeremmo, dice anche che sarebbe abbandono
della spedizione, con discorsi burocratici, tutto si delinea ed il
programa verra' rispettato.
30 Nov
Il vento e' forte ma il cielo si presenta serenísimo, carichiamo
gli zaini e si parte. Sono le 10:30 e con passo lento ci dirigiamo sul
sentiero che porta in alto, il respiro e' gia 'affannato e il cuore
batte con ritmo elevato a caricare ossigeno nel sangue, due passi e un
respiro, non e' proprio affanno ma i respiri sono profondi e li sento
uno ad uno con le mie orecchie. Prima pausa a m. 4750, seconda a m. 5000
tutti in grupo, poi ci facciamo a drappelli e disgragandoci ci
ritroviamo a Nido De Condores, sono le 16:00 e finalmente scarico il mio
fardello per l'ultima volta, tolgo sci cibo e vestiti che raggiungero'
spero fra due giorni per l'ascesa finale.
Arrivano anche Marcos, Francesco e Tomy, sono le 16:30, mi sono ripreso
abbastanza bene con il respiro e ammiro il panorama che e' una favola
mentre il vento e'sempre forte. Una foto alla tenda cucina e poi giu',
io e Cristian chiudiamo il gruppo, con calma e senza correre giu' per un
ghiaione che invita a correre, in 1h e 40' siamo di nuovo a Plaza de
Mulas per merenda e cena alle ore 21:30. Il grupo e' sempre ben animato
da Carlitos, io che canto "...El Me Galeto..." Tomy con il suo eScuolâ
(salute) David, il iapeldunâ (campione) e via tutti uniti, Cristian e'
contento del gruppo e noi parzialmente di lui.
1 Dicembre
Riposo e passeggiata nei dintorni, visita medica per tutti,
apparentemente stiamo tutti bene ... collirio per Ruben e piede fasciato
per Francesco, nel pomeriggio ho realizzato una piccola scultura, su una
rocía con delle ciuinghe, 2 copie di arrampicatori con relative corde,
carina e fotografata da tutti. Siamo tutti con i pensieri ai 3 giorni
che seguiranno, Oliver ha realizzato con Sabine la bandiera Belga, Tomy
e Marc ne hanno comprate due, Norvegese e Canadese, all'albergo.
Io e Francesco sognamo.
Confidiamo in un buon riposo dopo una calorica cena. E' a base di pizza
in abbondanza, dolce pesca sciroppata, clássico tea, test della guida e
tutti a dormire, fuori il vento e' tornato a farsi sentire a raffiche
nella notte stellata, anche i miei pensieri volano ....23:09
2 Dic
E mi trovo ad ammirare la stupenda valle, il passo all'unisono
con respiro e pensieri, il cuore batte tranquilo come per le mie valli e
mi sento accompagnato in questa magica indescrivibile aventura. Ormai fa'
sera, le tende sono pronte e la notte col vento ci attende per la prima
volta a m.5500 per un sonno se sonno sara'.
Il sole fa' capolino e tutto pare mágico. Notte. Stretti fianco a fianco
ancora una volta col mitico Francesco. Ruben ha un problema ad un occhio,
ci raggiunge domani con Carlitos.
|
Part III
Sabato, 3 Dicembre
Purtroppo Ruben e Olivier ci hanno abbandonato definitivamente, il
primo per problemi agli occhi con un infiammazione "alle lenti a
contatto", il secondo per mal d'alta quota alla testa. Saranno nei
nostri pensieri nel tentativo di salire la vetta.
La notte passata a Nido de Condores è stata spettacolare, le raffiche di
vento erano violentissime, stimate a piu` di 100 km/h. , si sentivano
arrivare lungo i fianchi della montagna fischiando e poi urtavano anche
la nostra tenda piegandola, Francesco mi dice "ma non la porta via ?!".
Io lo tranquillizzo dicendo che ho messo grossi sassi a tenerle salde al
suolo, ma nello stesso tempo un poco arrabbiato dico "...non valgono
niente queste tende", ad ogni folata di vento, un velo di neve cade sui
nostri sacchi a pelo e sulle facce che come il musetto di un riccio
sporgono, ma le tende sono perfette, essendo rintanati, il nostro calore
crea quel clima identico a formare la galaverna all'interno (-4°
all'interno) così che ad ogni scossone nevica in tenda (breve filmato a
Francesco imbiancato) , temperatura esterna -16 al riparo dal vento.
La salita al campo alto e' lunga,
un sentiero a tratti molto ripido che ci vede tutti e otto quasi in
forma...
Sabine fatica a respirare ed e' inavvicinabile , piange.
All'arrivo a m.5933, la facciamo sdraiare in una delle prime tende
montate, dopo qualche ora recupera , fortunatamente sta` bene.
Cena prima che cali il sole, Cristian spera che nella notte il vento
cali per dare cosi di primo mattino l'attacco alla vetta, partenza
prevista ore 6:30.
4 Dic
Notte spietata, ho dormito poco o niente, forse i pensieri che
corrono su` per il ripido sentiero fino a trovare la lingua di neve che
mi consentirà di scendere fino a Plaza de Mulas. Colazione nel sacco a
pelo, quasi all'orario della partenza Cristian sposta alle 7:00, il
vento e` troppo forte, poi annulliamo il tentativo, in effetti le
raffiche che colpiscono la tenda a tratti sono violente, schiaffi
improvvisi che la piegano e la maltrattano fino al termine del loro
passaggio.
Il tempo è anche peggiorato, da alcune ore nevica e ci siamo trasferiti
nel rifugio Berlin m. 5933 per facilitare le operazioni di cucina,
Carlitos e Marc nel frattempo colpiti da forte emicrania ci lasciano per
scendere a Plaza de Mulas, stanno troppo male. Sono il primo dei 6
rimasti a decidere di non dormire in tenda e così mi trasferisco con
tutto il materiale nel rifugio un poco piu` accogliente e comodo per i
movimenti, mi segue Marcos e Sabine, per ora Francesco è solo in tenda e
si gode comodo un riposino.
Le nuvole prima dell`inizio della nevicata viaggiavano velocissime
sopra le nostre teste, forse 150 km/h. Speriamo nella giornata di domani,
siamo ormai agli sgoccioli.
Tre personaggi oggi sono partiti per la vetta, ma dopo un`ora e mezza
sono rientrati. E` claro troppo vento.
ANDARE in Bagno.
Entrando a Plaza de Mulas i custodi del Parco "Guarda-parque" ci hanno
dotato di un sacchetto per non sporcare. I componenti ad ogni consegna
chiedevano indicando col dito il sacchetto "aqua dentro ?" e il guardia
parco diceva "Si".
Il vento girava da tutte le parti, a Berlin ci sono molte rocce ed una
zona è stata dedicata alla toilette, chiaro uno schifo ma trovata la
posizione giusta si abbassano i pantaloni sperando in bene, mentre stai
attaccato alle rocce, il vento ti massaggia i muscoli il freddo fa` il
resto, fai finta di niente e pensi "fa` caldo, che problemi ci sono !!!"
Finito il tutto, sigilli bene il tuo sacchetto e contento pensi, saranno
fieri i guardaparco che non hai sporcato con la carta. Appena ti ricopri,
subito ti percorrono intensi brividi di freddo. . . che non ci sia carta in giro, rende sicuramente l'ambiente piu`
naturale.
A domani.
5 Dic
Altro tentativo andato a vuoto, motivo sempre lo stesso, il vento.
La notte è passata relativamente bene a Berlin: Sabine nella notte
sta male, molto male si siede nel suo sacco a pelo, scuote la testa,
"mal de Cabeza" ed io penso al peggio e cerco di capire cosa vuole,
un'aspirina e del tea caldo e si calma, si ricomincia a dormire, la
sopporta molto bene Marcos, suo amico.
Passa forse mezz'ora, si rialza .. "haber hambre". . . svegliamo il
Negro (aiutante cuoco) dico "Sabine ha fame, dagli qualcosa, le
gallette". Lui si agita borbotta, fruga nella borsa e poi si rigira
a dormire. Sabine fa da se, si alza cerca nella borsa e rientra nel
sacco mangiando gallette, la seguo con lo sguardo e le do` del tea
pensando, siamo apposto, se sta` così male adesso mi rigurgita tutto
addosso.
Non e` così, finalmente si addormenta ed il mattino arriva veloce.
Partiamo in 4, ma un poco spiazzati da un pronti via da pirati.
Chiedo del tea ed una delle mie termos sparisce, la ritroverò poi
sotto un materassino, partiti giusto per aver la sensazione del
tentativo di salita alla cumbre, temperatura esterna -25°C il vento
sempre forte sicuro oltre gli 80 Km/h. dopo mezz'ora si rientra, la
barba congelata sembra una cascata di ghiaccio nelle migliori
condizioni, raggiunta quota m.6040 che David rileva con il
satellitare.
I miei passi, mossi a stento, con gli sci che facendo da bandiera mi
fanno ondeggiare come un ubriaco in cerca della linea retta, si
puntano le racchette con uso di energia incredibile tanto da essere
senza fiato per muovere il passo seguente. Retrocedo di alcune
decine di metri, deposito gli sci contro delle rocce e cerco di
procedere senza.
Salgo a fatica ma salgo lottando contro il vento; la guida si ferma,
retrocede con Tomy, David e Francesco, niente da fare, le furie del
"vento blanco" sono troppo forti, rientriamo a Berlin.
Marcos e Sabine ci accolgono commentano freddo e vento, loro si
erano già fermati, neanche partiti vedendo con i loro occhi la meteo
e valutando le loro energie.
Si raccoglie tutto e si ritorna a Plaza de Mulas (non sono convinto).
La discesa con gli sci da m. 5400 è piacevole, ma la
temperatura bassa ha tenuto i piccoli penitentes e il manto nevoso
molto ghiacciati. Discesa impegnativa e comunque piacevole, alcuni
attraversamenti di penitentes con sci alla mano.
Tutti vogliono rientrare meno Francesco ed io, sistemo però
la valigia che domani con i muli scende a Mendoza, parlo con
Francesco, domani riposo e tenterò poi di salire in vetta in un
giorno, da Plaza de Mulas, se il vento si placa.
Non ho voglia di lasciare così questa ventosa e gelida
montagna,
in me e' troppo forte la voglia di riprovare.
6 Dic
Nella notti molti pensieri, primo tra tutti: io insegno la
prudenza ed a non andare soli in montagna poi . . .
Così decido di rinunciare al tentativo di scalata "solitario",
ed al mattino lo dico a Francesco che subito approva dicendomi di
essere contento della decisione. Quindi, scendiamo entrambi, col
gruppo a Confluentia dove passeremo la notte.
Il resto della spedizione va` diretto a Mendoza, solo una
pausa pranzo a base di lasagne, ancora una volta
tutti uniti, e poi via. Lasciando Plaza de Mulas chiudiamo la parte
burocratica con i Guardaparco, lasciando i sacchetti dei rifiuti e
dell`organico ( ogni sacco vale una penale di 100 $ se non
riconsegnato).
In noi il desiderio della vetta resta forte, ma clima e tempo non
consentono altre scelte.
La giornata è comunque stupenda ma in vetta il vento alza
ancora la neve. La nostra tappa viene vista come recupero della "giornata
infernale"; così poi punteremo a Plaza Francia per vedere la parete
Sud.
Pernottiamo e conosciamo 5 persone che sono qui per
Trekking, già domani torneranno a Mendoza, 3 inglesi e due Spagnoli.
La cosa bella è sempre il dialogo su temi semplici e scambi
culturali; la serata passa parlando con i vari cuochi e aiutanti
delle diverse compagnie che operano qui a Confluentia, che a turno
si trovano nelle loro "cucine accampamento"; una tazza calda di tea
fra le mani e i discorsi sono svariati. . . sempre apprezzato il
tema Italia.
Questa sera è capitato di essere nella cucina di Aymara.
7 Dic
Dormita piacevole a m. 3300 in quel di "Plaza de Mulas" mentre la
temperatura sempre molto fredda. I miei pensieri volano in Italia,
ormai mancano solo 4 giorni ed è ora di rientro. Dopo una bella
colazione, (la solita), tea con marmellata e biscotti, partiamo alle
ore 9:30 per raggiungere con molta calma i m. 4100 di "Plaza Francia"
e
gustare il paesaggio. Innumerevoli soste x fotografie e sospiri,
quasi a non voler lasciare questo incantevole anche se ostico posto.
Il Ghiacciaio è lungo più di 12 km e il suo aspetto lascia senza
fiato, guglie affilate si stagliano nel cielo mentre una coltre di
ghiaia ricopre le parti pianeggianti, è così che in alcune zone dove
il ghiacciaio non alimenta più nulla resta il "frost" mitico e
conosciuto terreno glaciale coperto di rocce e ghiaia a protezione
del compatto ghiaccio sottostante. Il tempo non è il massimo e una
linea marcata indica neve abbondante sopra i m. 4500 più su tutto è
bianco, un paio di valanghe con rumore leggero ma nitido nell'aria,
catturano la nostra attenzione regalandoci lo spettacolare
precipitare a valle alzando un polverone di neve incredibile e
creando apparenti nubi lungo il canale di provenienza lunghe circa
cinquecento metri.
Francesco prima di giungere a "Plaza Francia" necessita di una sosta,
ha fame, insisto inutilmente un paio di volte a raggiungere la meta
che dista una ventina di minuti per pranzare sotto la parete sud, ma
è inutile, quando Francesco ha fame …ha fame e se non si alimenta
sono guai (penso forse ha visto troppi muli in questa valle). Così
mi adeguo e una bella pausa ci vede seduti con panino tra le fauci
ed occhi rivolti alla sud dell' Aconcagua.
E' in 4 ore e 45' che giungiamo in questa autentica Plaza,
una spianata di ghiaia fine in prossimità delle pareti, ma zona
molto sicura e distante dal pericolo valanghe. Riscendiamo in h3 e
40' con raccolta di sassi e ancora svariate soste, quasi a non voler
lasciare queste incantevoli e colorate montagne. Francesco si dedica
ora ad un riposino ed io al diario, oggi sette, pensieri …. Domani
si torna a valle e al caldo di Mendoza. Almeno ho appurato che
possibilità di salire la vetta anche oggi non c'erano. Fra 14 giorni
qui comincia l'estate, si nota qualche fioritura andina.
8 Dic
Risveglio dopo un dolce sonno, coccolato dal rumore di pallini di
ghiaccio che colpiscono la tenda prima di finire a terra, Francesco
apre la tenda e fuori tutto appare bianco ai nostri occhi. La
colazione è piacevole ed abbondante come sempre, salutiamo tutti e
via verso valle, sono già le 10:40 e dopo solo 2 ore, siamo
all'entrata
del parco (17 giorni sono passati in mezzo alle Ande) e tutto sembra
volato, la neve ci accompagna rassicurandoci che anche oggi non era
giornata da cumbre. Consegniamo il permesso al guardaparco, verifica
un registro, quello d'ingresso relativo ai permessi di ascensione
all'Aconcagua, trova i nostri nomi e chiede "Raggiunto la vetta?" E
noi rispondiamo: " no ". Lui registra a fianco dei nostri nomi,
sfogliando tutti NO tranne una riga evidenziata in giallo con un SI.
Il Norvegese incontrato a "Plaza de Mulas" che parlando con Tomy
diceva di essere arrivato in cima e raccontava di essere in giro per
il mondo da 6 mesi nel tentativo di salire le montagne più alte dei
5 continenti, e si stava recando ora in Australia, aveva già salito
Everest, McKinley - Kilimangiaro.
Nel suo giorno fortunato mi trovavo sul versante opposto in vetta
all'Horcones con gli sci a m. 2400 ed in
effetti il vento era assente. Prosegue il nostro rientro e in attesa
d'incontrare il transfer (pulmino) visitiamo "Ponte dell'Incas",
struttura sulfurea naturale di superba bellezza. Il rientro è
regolare e fatto di alcune soste a richiesta per fotografare il
paesaggio che a tratti incanta, una zona spettacolare ci regala
cactus naturali di diverse
specie e in fioritura, vedremo le fotografie.
|
Conclusione:
9 Dic
La doccia serale e una buona cena serale
sono state il toccasana per dimenticare le fatiche
e il freddo di 17 giorni fra le
Ande oltre i m. 3300. Colazione, conferma voli aerei del rientro e spese
varie, stò scrivendo il diario, sono già le sei del pomeriggio e sono
sei ore che non vedo Francesco, è sparito, nel frattempo andrò a farmi
tagliare il barbone, così da rendermi presentabile per l'ultima cena con
il resto della spedizione.
Ore 19:30 eccolo comparire,bello come il sole,
vestito di tutto punto, giacca e cravatta, con la felicità stampata sul
viso per gli ottimi acquisti, qui tutto costa poco. La sera cena di
saluto al club di Campo Base, insalata di patate e tonnellate di carne
Argentina, poi danze e caraoke fino ... io e Francesco abdichiamo alle
ore 1:15.
10 Dic
La dormita è piacevole
al caldo di questo fine primavera, leggere folate di vento rinfrescano
la stanza. Ultimi preparativi e alle 12:00 ci facciamo portare in
aeroporto, si torna a casa. Viene proposto un volo alternativo spostato
di due ore (con i bagagli vanno diretti a Linate) che ci evita di fare
un trasferimento in taxi dall'aereoporto nazionale a quello
internazionale di Buenos Aires, ACCETTATO.
Cosi con 4 aerei rientriamo in Italia:
Mendoza-Cordoba 50 minuti; Cordoba-Buenos Aires 1 & 10'; B. Aires-Roma
12 ore su 13 previste, riesco ad addormentarmi, forse la stanchezza mi
aiuta, ultimo sguardo alla mappa sopra Rio de Janeiro poi il risveglio
sulle coste africane dopo otto ore di pisolino è già domenica 11
dicembre ecco, siamo in Italia un ritardo prolunga le pene del
viaggiatore ma finalmente a tarda sera ognuno posa piede nella propria
casa senza nessun bagaglio smarrito.
|
Un saluto e grazie a
tutti gli appassionati di montagna.
Pietro e Francesco
Alla prossima.
|
<--
scrivi direttomante a Pietro
|
Saluti a voi tutti e
grazie per il vostro supporto.
Scaricate questo bel
screen-saver di fotos dell'Aconcagua
Enjoy Claudio
(webmaster)
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ACONCAGUA - Note di Interesse |
|
Condizioni del tempo
(Secco e molto freddo,
Max -13 & min. -19)
Vista
Aerea
Mappa Satellite |
Origine
del nome
Uno si
aspetta che le imponenti masse siano state notate dalla popolazione
indigena, affinche' spiccano distintamente sull'orizzonte, tra i giganti
vicini. Il nome e' chiaramente indigeno e c'e` chi
ritiene di origine Quechua, e deriverebbe da "Ackon
Cahuak" che e' tradotto come
"La
Sentinella di Pietra".
Altri invece pensano sia di origine Arauca, ed
affermano che viene da "Aconca-Hue", una espressione
Mapuche
usata per il fiume che porta lo stesso nome,, che in Cile significa "Provveniente
dall'altra parte" siccome gli antichi pensavano che il fiume
Aconcagua nascesse ai piedi del monte con lo stesso nome. |
|
Note Varie
del webmaster
(come
pure quelle tra parentesi e links, che vedete in vari punti del
diario)
Come forse per molti di voi, tutto cio' che
Pietro e Francesco hanno vissuto, e' affascinante e magico. . . ed un po'
di invidia sorge in cuor.
Ma dove sono finiti questi due di preciso?
Io non lo sapevo e cosi ho fatto un po' di ricerca internet, e la condivido
con voi (sfortunatamente e' in inglese e spagnolo, ma le foto sono in lingua
universale).
"El
Calafate", e' riconosciuoto come la capitale Argentina dei Ghiacciai.
Situato sulla costa Sud del lago Argentino "Santa Cruz",
vedi link
El Calafate
e link
Galleria di foto.
Spero
queste note vi facciano piacere. Se volete potet,
mandare una nota a
itpro@mclogart.com con pensieri sull'avventura di P&F e note
relative.
Clicca qui per vedere cosa
e' stato gia' scritto.
Saluti & Grazie
Claudio (webmaster)
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